29 aprile e Postcards from:

Now we are ready to restart!

Un anno fa sono rimasta agghiacciata dalla situazione pandemica.

Ho visto gli effetti della malattia, la morte di persone care e gli occhi di chi, sopravvissuto, ha fatto i conti con il disordine mentale. Una dopo l’altra sono cadute le incertezze su questa storia e sul fatto che non sarebbe stata una passeggiata.

E uno dopo l’altro ho annullato i progetti che con tanto amore [e lavoro] avevo organizzato e ho voluto tacere perché davvero non si intuiva né si vedeva la luce in fondo al tunnel, ma in fin dei conti, quale valore poteva avere l’annullamento dei nostri viaggi di fronte a tanta disperazione?

E così abbiamo atteso. La lunga ovattata attesa, come quando fuori c’è burrasca e tu sei al calduccio a casa.

Sirene e ambulanze a scandire le nostre ore. Abbiamo curato le piante sul balcone, cucinato, ci siamo salutati via schermo, abbiamo ricominciato talvolta a pregare, ci siamo emozionati a cantare tutti dalle finestre e rinsaldato i rapporti familiari. I nostri cani e i nostri gatti, diciamolo una buona volta, ci hanno salvato dalla follia.

L’hanno chiamata guerra, e sia, ma è stata una guerra ad un nemico invisibile, con effetti, invece, visibilmente devastanti.

L’ apertura estiva è stata una piccola parentesi di tregua. Le città dell’arte italiana completamente vuote. Sembrava di essere tornati indietro di trent’anni.

Poi in autunno il virus ha colpito ancora più duro.

E ancora uno dopo l’altro vedevo cadere nel contagio colleghi, amici, vicini di casa, poi mia figlia, io stessa, e ancora l’altra mia figlia, mio marito… in un vortice che ci ha risucchiati come il gorgo nel lavandino.

La paura profonda del non sapere che accadrà, quei sintomi strani, il corpo braccato dall’incertezza.

Ma siamo qui a raccontarlo. E ci è andata di lusso.

Il 2021 è finalmente arrivato e con lui la scienza e la medicina (cioè gli uomini e le donne che la fanno) con passi da gigante ci hanno infine dato i vaccini. E anche se esistono polemiche, ora una luce in fondo al tunnel la vediamo e ringraziamo costoro per questo.

Sento che il ghiaccio che mi teneva braccata pian piano si scioglie e allora mi sento nuovamente in grado di pensare, di sperare, di desiderare.

In questi giorni ho ripreso qualche attività di progettazione fattiva. Il primo viaggio che faremo appena possibile sarà ciò che desidero di più in assoluto e sono sicura che appena lo proporrò vi innamorerete anche voi di quei luoghi, sulle orme di un’artista magica e surreale.

Attendo la riapertura dei confini e ve lo svelerò.

Intanto mi sono attivata su un paio di cose. E Lisa, Bruno e tanti altri amici mi stanno dando una mano a rendere concrete queste idee.

Quindi il 29 aprile utilizzeremo il gruppo FB per un Live Streaming presentando assieme a Mona Lisa Tina, Stefano Ferrari e Pierre Dalla Vigna il volume “Il corpo in performance. Tra stati alterati di coscienza e processo creativo” Mimesis Edizioni, andato in stampa mentre stappavamo le bottiglie di spumante nell’addio al 2020, ma frutto di un anno di lavoro di limatura.

Un testo corale che rappresenta uno step significativo all’arte contemporanea italiana, nello specifico al mondo della Performance Art. Abbiamo raccolto il pensiero di 24 straordinari autori attingendo dal mondo artistico, della sociologia, dell’antropologia, della psicoterapia, dell’estetica e dell’attivismo. Un grande lavoro di collaborazione che ci permette oggi di avere su carta ben più di trecento pagine di approfondimenti dedicati al corpo.

Inoltre dalla settimana successiva, ovvero dall’8 maggio inaugureremo il delizioso e leggero “Postcards from:

Ogni settimana faremo un viaggio virtuale attraverso foto, video e ricordi in giro per il mondo, ospitando in live guide locali con cui chiacchierare e forniremo consigli di viaggio, proponendo attività per raggiungere le mete che, a breve, [suona più come minaccia che come speranza] torneremo a visitare e vivere e respirare.

Inizieremo dal Marocco con gli amici di Maroc Unique Voyage in diretta da Imlil sull’Atlante e poi torneremo negli USA alla scoperta dei musei e poi una puntata speciale direttamente dall’Amazzonia peruviana. Una figata insomma. Ne seguiranno certamente altre, ma confidiamo, nel frattempo, di tornare finalmente all’aria aperta.

Seguiteci sul gruppo per ricominciare ad attingere ancora alla bellezza con gli occhi e con lo spirito.

Angelica

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